Quando la forma dell’utero diventa un ostacolo: le malformazioni uterine gravi e la possibilità di diventare madre grazie alla maternità surrogata

Per la maggior parte delle donne, l’utero è il luogo simbolo della vita, il punto d’inizio di ogni nuova storia.
Ma per alcune, questo stesso organo può diventare una barriera: a causa di malformazioni congenite che impediscono o complicano la gravidanza.
Si tratta di condizioni come l’utero setto, l’utero bicorne o l’utero unicorne — anomalie della forma uterina che, pur spesso silenziose, possono avere conseguenze molto serie sulla fertilità e sullo sviluppo di una gravidanza.

Che cosa sono le malformazioni uterine

Durante la vita fetale, l’utero si forma dalla fusione di due strutture chiamate dotti di Müller.
Se questo processo non avviene in modo completo o corretto, l’utero può assumere forme anomale, che vengono definite malformazioni uterine congenite.
Le principali sono:

  • Utero setto: un setto (parete di tessuto fibroso) divide l’utero in due cavità, impedendo l’impianto o favorendo aborti ricorrenti.
  • Utero bicorne: l’utero presenta due “corna” superiori, come se fosse sdoppiato; spesso associato a parto prematuro o gravidanza non evolutiva.
  • Utero unicorne: solo una metà dell’utero si sviluppa, riducendo drasticamente lo spazio e l’apporto di sangue all’embrione.

A seconda della gravità, queste anomalie possono rendere impossibile il mantenimento della gravidanza anche quando l’embrione è sano e geneticamente normale.

Quando la maternità diventa una sfida medica

Molte donne scoprono di avere una malformazione uterina solo dopo aborti ripetuti o tentativi falliti di fecondazione assistita.
Il dolore di queste esperienze è difficile da descrivere: un corpo che risponde, ormoni perfetti, ovociti vitali — ma la gravidanza che non si sviluppa.

In molti casi, nonostante gli interventi chirurgici correttivi, l’utero resta inadatto a sostenere una gestazione completa.
Ed è qui che la scienza offre una strada concreta e sicura: la maternità surrogata, o gestazione per altri (GPA).

Come la gestazione per altri può aiutare

Nei programmi di maternità surrogata, gli ovociti della donna vengono fecondati in laboratorio con il seme del partner.
L’embrione ottenuto — geneticamente figlio della coppia — viene poi trasferito nell’utero di una gestante sana, che porterà avanti la gravidanza fino al parto.
Così, anche in presenza di malformazioni uterine gravi, la donna può diventare madre biologica del proprio bambino.

Perché Biotexcom è un punto di riferimento

Alla clinica Biotexcom di Kyiv, ogni caso è trattato con attenzione personalizzata e rispetto profondo per la storia individuale di ogni coppia.
Per le donne con utero setto, bicorne o unicorne, Biotexcom rappresenta una reale possibilità di genitorialità grazie a:

  • Protocolli medici su misura, basati sulla diagnosi e sull’anamnesi riproduttiva;
  • Fecondazione assistita con tecnologie di ultima generazione;
  • Gestanti accuratamente selezionate, seguite in ogni fase del percorso;
  • Coordinatori che parlano la lingua dei pazienti, per accompagnarli passo dopo passo con chiarezza e umanità.

Dal limite alla speranza

Le malformazioni uterine possono impedire a una donna di portare avanti una gravidanza, ma non possono impedirle di diventare madre.
Grazie ai progressi della medicina riproduttiva e al sostegno di centri specializzati come Biotexcom, molte coppie hanno già superato questi limiti e realizzato il sogno più grande:
vedere nascere il proprio figlio, sano e desiderato, frutto dell’amore e del coraggio di non arrendersi.